venerdì 19 novembre 2010

Lo spazio di Silvia 5 (19 novembre 2010)

Nella notte affacciata alla finestra, con gli occhi aperti per vedere il buio, tocco tutte quelle cose che di giorno si nascondono. Mi soffermo, e ci sono i ricordi, le memorie, libri già scritti dall’esperienza, i biglietti d’auguri per il compleanno, come le carte da gioco con gli angoli consumati … Sento il sapore di una sigaretta viziata di sonnambulismo che fuma nell’aria gelida delle cinque del mattino. Ci sono scarpe passate di moda, barattoli di zucchero finiti e bottiglie d’acqua bevute; sguardi mai incrociati. Detersivi lasciati aperti, il rumore sordo di una porta che sbatte; arriva un messaggio alle dieci di domenica sera. Ci sono persone, e bagni senza specchio, ci sono acidi e inchiostri neri con le loro lamentele in un’agenda. C’è odore di pelle bruciata e una lettera in un cestino, c’è una bimba con la testa china che si brucia implorando una stella di farla salire. Ci sono meteore che non sono soltanto passate perché sulla spalla sento il respiro di un livido, effetto della collisione, ci sono pensieri in fila che girano e che si mordono la coda cercando il sole di una buona ragione per decidere di restare,e sopravvivere.
C’è il nero di una rabbia autentica, che fa da sfondo alla somma di me stessa, del potenziale di quello che sono e che ho, diviso per la vita. Si chiama Universo, forse, e allora le stelle sono tanti piccoli chiodini ai quali mi appendo disperata per restare impressa in quella foto un po’ bianca e un po’ nera. Finché non sceglierò di guardarla e di vedere una cosa enormemente importante parlare di me.
Mi slancio di scatto verso un buon vino rosso, anche se ogni volta che mi affaccio ho le ciabatte, e l’aria di chi non vuole correre, ma fermarsi a riflettere.
Un buon sessanta per cento di quello che c’è in me, sono punti interrogativi e la presenza di un umano che domanda al saggio, ogni circa diciotto secondi circa. E anche se, con tutta certezza, non c’è una risposta ad ogni domanda, e talvolta per una singola domanda ci possiamo permettere il lusso sfrenato di avere risposte multiple, ho ancora la certezza di essere lì, incredula di fronte all’amore e anoressica di giudizi positivi, nel mio universo. E in equilibrio su un foglio, tra quadrettini bianchi e parole di inchiostro nero.
Da quando ero scivolata sulla buccia di mela, la moda riserva modelli di versi diversi e ognuno ha reazione per ogni diverso su fumo. Ciascuno è atipico e a tratti conformista e per certi versi reazionario. Ognuno con una coscienza di sé diversa in tasca.

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