venerdì 8 ottobre 2010

Lo spazio di Silvia 1 (8 ottobre 2010)

Ti diranno che sei giusto, forse perché conviene a loro. Ti diranno il relativo pensando l’assoluto è con questa frase che da quattro anni chiudo con la firma gli anni estivi scordando il senso di ogni estate. L’estate è l’emozione più triste di un anno soprattutto per chi ha più di mille catene. Sono giornate senza obiettivi, né stimoli; sono paure e coraggio inquieto, ma solo nei giorni pari. Sono persone che diventano sfide autunnali, esistono senza filtro. Fumo negli occhi che disegna strani contorni e nascono nuovi perché. Domanda senza risposta o l’ennesimo perché a cui dimentico anche l’accento ormai. Aspetto l’autunno e le sue foglie, il freddo e la voglia lunga un anno, ma ora giustificata da affetto e protezione. Le luci nelle case, che si accendono, perché c’è qualcuno in cucina che vuole vedere. Il sabato pomeriggio che non arriva mai e che vale l’impegno di una settimana lunga e bagnata. La pioggia che nasconde le lacrime e quel sole di un martedì mattina libero, quando la sveglia neanche suona. I calzini dentro al letto e i mostri sono sconfitti. Aspetto questo, anche se so che il freddo non è l’autunno fuori, ma il peso dei maglioni che porto dentro. Mentre la pancia cresce e perdo i bottoni. Aspetto di abbracciarmi con la scusa del freddo e dirmi che quello che volevo è arrivato. Ma non è il nome di una stagione che risolve l’enigma dentro di noi né un quiz, né una sfida a premi, non un cruciverba o una tabella che chiede numeri per avere una logica. Non c’è granché logica anche se chiamano problemi i nomi di una giornata. Forse è matematica analitica e numeri reali, economia aziendale e conti in rosso.Autunno, penso sia solo un sogno in un cassetto. Voglia e determinazione di chi ha sempre caldo o chi aspetta il freddo, di chi appare perbenista e nasconde abilmente il conformismo. Di chi da buon cinico traveste il mondo con le sue regole e crea parole standard per sentirsi protetto al di là di una linea. Tenendo tra le dita il suo gessetto. Ma le foglie gialle hanno qualcosa di me, non mi resta che tracciare una linea e aspettare che cadano. So già da quale parte essere ma solo gli stupidi sono convinti di avere ragione e non aspettano conferma.

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